The Wheel of Time turns, and Ages come and pass, leaving memories that become legend.
Legend fades to Myth, and even Myth is long forgotten when the Age that gave it birth comes again.

R. Jordan

The Wheel of Time: è tempo di una serie tv?

Ruota del tempo serie tv - fattidifantasyeserietv

Voci si rincorrono: tra conferme e smentite, un "pilota" che circola in rete, lettori scettici, altri elettrizzati, altri ancora infuriati si ricomincia a parlare di un adattamento cine/televisivo della mastodontica saga fantasy di Robert Jordan, La Ruota del Tempo.

Come il classico fulmine a ciel sereno.

Ne sono passati, ormai, di anni da quando ho letto le ultime righe e chiuso il volume finale della Ruota del Tempo del compianto Robert Jordan. Quindici tomi dal valore letterario e affettivo – per me – incommensurabile. Risuona ancora, nelle mie orecchie, l’eco lontana di quelle parole (“la Ruota gira e le epoche si susseguono…”), mi sembra ancora di sentire il tocco, a volte leggero, a volte impetuoso, di quel vento che, a ogni incipit, era pronto ad accogliermi e a darmi il benvenuto. Alti e bassi, come capita in opere così imponenti (il Gioco delle Casate, in certi momenti, mi ha stesa, lo confesso), complesse e lunghe. Eppure non ricordo – tra i fantasy letti – un’altra saga per la quale ho provato un simile attaccamento. Ma è proprio quando pensi di aver definitivamente archiviato un’esperienza (sì, è vero: letteraria) e di essere andata avanti, di essere immune a ogni rumor, voce o sussurro in merito a futuri possibili sviluppi della stessa che qualcosa arriva a scombussolare un equilibrio faticosamente raggiunto.

Poche frasi criptiche.

In un post su Facebook, Brandon Sanderson dice di non saperne nulla. Strani accenni su quella di Dragonmount, il sito americano dedicato alla Ruota del Tempo. Leggo, e l’attenzione si catapulta su quelle due parole che mai avrei sperato di vedere associate: Wheel of Time, pilot.

Poi un video.
Non capisco.
O meglio: non voglio capire.

Se è quello che penso – ma poi la cosa non fosse seria – ne rimarrei delusa. Nicchio, volgo lo sguardo altrove. Ma devo per forza dare un’occhiata: s’intitola Winter Dragon, dura circa una ventina di minuti. Se non altro per andare a fondo della questione. Scopro che è un “pilota”, una sorta di “anteprima”, andato in onda in America, sul canale FX, il 9 febbraio.

What? A Wheel of Time TV show?

Nel video, una voce fuori campo legge l’incipit del primo capitolo di Eye of the world. In scena, Lews Therin Thelamon si aggira per il suo palazzo. Parla con un ospite. Siamo nel primo prologo della Ruota del tempo. Un barbuto e capelluto Billy Zane veste i panni di Ishamael. Brividi sempre più intensi cominciano a serpeggiare sulla pelle: non riesco a credere a quello che vedo. Eppure la valanga di articoli, post, commenti e aggiornamenti mi sommerge. Ipotesi, smentite, critiche, complotti si susseguono a velocità. Brancoliamo nel buio come nelle Vie, sferzati dal Vento Nero e per di più inseguiti dai Trolloc.

Ma facciamo un passo indietro.

C’è chi dice che, a detenere i diritti televisivi dell’opera del nostro Jordan sia la Universal Picture fino all’11 febbraio 2015. In teoria, quindi, i diritti – a oggi – sono di nuovo in mano al legittimo proprietario, quel Bandersnatch Group di cui è Presidente e CEO Harriet McDougal, vedova Jordan. Dal punto di vista giuridico, però, se si fosse prodotto qualcosa prima di quella scadenza – come un episodio “pilota”, appunto – la durata per lo sfruttamento dei diritti sarebbe stata prorogata. Provvidenzialmente, quindi, il 9 febbraio va in onda sul canale americano FXX, Winter Dragon, realizzato da Red Eagle Entertainment (chi sono costoro?).
A che ora?
All’una e trenta di notte, ora americana.

Tutto in sordina, dunque.
Nessuna pubblicità.
Solo un attento spettatore americano scorge questo curioso titolo – Winter Dragon – nella programmazione televisiva. E fa esplodere la bolla di sapone: dopo tanti anni di silenzio, qualcosa finalmente si muove circa un adattamento televisivo della saga ma nessuno ne è a conoscenza. Perché fare, come sembra, tutto di nascosto? Tralasciando i commenti acidi dei fans, inviperiti per il livello non proprio eccelso della produzione, altri dubbi sorgono mentre la notizia di una serie tv dalla Ruota si diffonde in Rete: considerando che Harriet – come lei stessa ha dichiarato – e Bandersnatch Group non sono stati né informati né coinvolti in questa misteriosa faccenda, che la Universal non è stata nemmeno menzionata tra i titoli di coda di questa strana operazione, chi ha autorizzato, allora, la Red Eagle Entertainment a realizzare questo “pilota” (e per di più a mandarlo in onda a notte fonda)?

A “pilot” for a Wheel of Time series, the “pilot” being called Winter Dragon, had appeared at 1:30 in the morning, East Coast time, on Fxx TV. It was made without my knowledge or cooperation. I never saw the script. No one associated with Bandersnatch Group, the successor-in-interest to James O. Rigney, was aware of this. Bandersnatch has an existing contract with Universal Pictures that grants television rights to them until this Wednesday, February 11 – at which point these rights revert to Bandersnatch. I see no mention of Universal in the “pilot”. Nor, I repeat, was Bandersnatch, or Robert Jordan’s estate, informed of this in any way. I am dumbfounded by this occurrence, and am taking steps to prevent its reoccurrence.

Queste le parole con cui Harriet prende le distanza subito dopo la diffusione del video: nessun coinvolgimento, nessuna sceneggiatura pervenuta né vista, nessun parere espresso in merito. Harriet ha anche detto di volersi tutelare rispetto a quello che considera un abuso. Solo che, nel frattempo, pare che la stessa Red Eagle Entertainment l’abbia querelata per calunnia e diffamazione: Harriet, infatti, avrebbe mentito sul suo mancato coinvolgimento.

Come sono andati i fatti, secondo la Red Eagle Entertainment?
A possedere i diritti per lo sfruttamento cine/televisivo della Ruota del Tempo sarebbe in realtà la Manetheren LCC – di proprietà della Red Eagle – che, acquistati i diritti nel lontano 2004, avrebbe pagato ulteriori somme per assicurarsi una proroga almeno fino all’11 febbraio 2015. Nel 2009 ci sarebbe stato un accordo con la Universal, esaurito poi con un nulla di fatto ad aprile 2014. Dopo questa data si sarebbero, invece, aperte trattative per una serie tv con la Sony, trattative cui Harriet – secondo la Red Eagle – sarebbe stata invitata a partecipare: la stessa Harriet, addirittura – ma giustamente aggiungo io – avrebbe rivendicato per sé un ruolo attivo nella produzione.

La verità, secondo me, sta in mezzo: nonostante fosse a conoscenza di trattative con la Sony, probabilmente Harriet non avrebbe mai immaginato che una sorta di “episodio zero” sarebbe stato realizzato sotto banco solo per evitare l’infausta scadenza dell’11 febbraio.

Si torna a parlare di Wheel of Time.

Se un merito tutta questa vicenda ha avuto, è stato quello di riaccendere le emozioni e le speranze sopite di noi “vecchi” lettori della Ruota del Tempo. Ma se la speranza attiene alla nostra sfera prettamente emozionale, occorre guardare a questa vicenda con la lucidità che solo la nostra parte razionale ci può dare: una trasposizione televisiva della saga di Jordan è veramente possibile?

Il momento è propizio, è vero.
Il Signore degli Anelli ha sdoganato – cinematograficamente parlando – il genere ma l’avvento televisivo della martiniana saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ne ha definitivamente sancito la popolarità mediatica. E Il sorriso beato di Terry Brooks mentre abbraccia Manu “Allanon” Bennet nelle foto dal set durante i primi giorni delle riprese di Shannara in Nuova Zelanda fanno presumere che il fenomeno non sia passeggero. Forse. Io, però, non riesco a non pensare a Legend of the seeker (La spada della Verità).
E i dubbi mi assalgono.

La Ruota del Tempo è una saga più complessa delle Cronache e non solo perché più lunga, cosa che già rappresenta un’ostacolo alla semplificazione inevitabile che il mezzo televisivo richiede. Trame e sottotrame si intersecano continuamente per cui anche la scelta di seguirne alcune piuttosto che altre sarebbe difficoltosa e rischierebbe di togliere senso, comprensibilità e valore alla storia. La presenza dell’elemento magico, poi. Mentre in Martin l’elemento soprannaturale è del tutto inesistente – collegato agli Estranei ma non particolarmente esplicitato – nella Ruota l’Unico Potere permea la realtà, saidin e saidar sono indiscussi protagonisti, parte del mondo e causa stessa della vita nonché fondamento del potere politico delle Aes Sedai. Banalizzare questo elemento – gli influssi, l’incanalare, la tessitura – con una semplice movimento o scrollata di mani o una contrita espressione del volto – in stile Zed nella Spada della Verità – significa fallire prima ancora di iniziare. E qui non si tratta solo della necessità di elevati investimenti in effetti speciali: bisogna saper restituire – sul piccolo schermo – la forza immaginifica con cui Jordan ha reso credibile l’atto di attingere alla Fonte e di scatenare, nelle sue diverse forme, il Potere delle incanalatrici per eccellenza, le Aes Sedai.

E non solo. Non è un’operazione semplice. Anzi, è estremamente rischiosa, anche perché proprio l’assenza di elementi magici o soprannaturali ha rappresentato una delle ragioni che ha decretato il successo televisivo “trasversale” di Game of Thrones.

Aspetto di vedere Shannara. Ma è anche su questo aspetto che si gioca il maggiore o minore successo di pubblico di una serie di questo tipo e il maggiore o minore gradimento soprattutto di chi ne è stato appassionato lettore e non è disposto a tollerare banalizzazioni.

Ai posteri l’ardua sentenza.

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Silvia Caruso
Silvia Caruso

Giornalista pubblicista
Creatrice e blogger di Fatti di Fantasy e Serie tv

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