Fatti di Fantasy e Serie TV

Si narra, a Imardin, che il vento abbia un'anima e si lamenti per le strette strade della città, addolorato da quanto vede sotto di sè.

Trudi Canavan, La Corporazione dei Maghi

Parliamo di Fantasy: Trudi Canavan
e The Black Magician Trilogy

The Black Magician Trilogy - Fattidifantasyeserietv

C'è poco da dire su The Black Magician Trilogy, prima trilogia dell'autrice australiana Trudi Canavan, pubblicata in Italia da Nord a partire dal 2007 e composta da La Corporazione dei Maghi, La Scuola dei Maghi e Il segreto dei Maghi.

Parlare di Trudi Canavan, mia ultima lettura fantasy in ordine di tempo, mi consente uno spunto di riflessione non solo sull’opera in sé ma anche sui criteri di selezione degli autori fantasy stranieri da parte delle case editrici che, evidentemente, non sono di immediata comprensione per me, comune lettrice mortale con alle spalle qualche buona lettura.

Si aprono le porte a ben sei volumi di un’autrice come Trudi Canavan e si trascurano di contro “mostri” più o meno sacri del genere o potenziali tali, ai quali il piacere dell’italico idioma è negato.  

Per quanto io sia una sostenitrice del fantasy nostrano e auspichi una diffusione maggiore dei nostri autori più talentuosi (e ce ne sono tanti non sempre adeguatamente valorizzati), è innegabile che la letteratura fantasy straniera abbia una sua evidente vivacità, una qualità non indifferente e sia un genere “rispettato” da chi scrive, da chi fa l’editore (che vive di profitti esattamente come gli editori italiani) e, last but not least, da chi legge. Ma, rispetto all’abbondante produzione di valore d’oltreoceano, l’imbuto editoriale italiano ha un collo talmente stretto che ben poco riesce a passare. Sia chiaro: non contesto la scelta di pubblicare la Canavan. De gustibus. Contesto la scelta di dare spazio alla Canavan a discapito, magari, di altri autori più interessanti nell’ampio panorama internazionale.

Per ogni autore straniero intercettato da una casa editrice italiana (penso a Mark Lawrence, per fare un esempio, su cui sospendo, però, il giudizio non avendo ancora letto la sua trilogia; non parlo, però, né dei distopici post Hunger Games che hanno invaso le librerie né dei paranormal romance su angeli e demoni travestiti da urban fantasy) ce ne sono almeno dieci che non vedranno la luce in Italia nell’immediato futuro e, forse, non arriveranno mai (penso a Kameron Hurley, a Bradley P. Beaulieu, autori di cui ho letto ottime recensioni e, di contro, penso alle tormentate vicende della saga di Malazan di Erikson i cui ultimi volumi saranno pubblicati in italiano, finalmente, l’anno prossimo dopo anni di attesa). Per non parlare di un “classico” del fantasy militare, Glen Cook, leggibile solo in inglese salvo, forse, per un unico volume tradotto in italiano ma di difficile reperibilità.

Perché questa premessa?

Perché la prima trilogia di Trudi Canavan – oltre a essere, senza giri di parole, brutta – è, secondo me, un esempio della volontà delle case editrici italiane (e mi meraviglio della Nord) di investire su opere “facili” per intercettare “facilmente” pubblici altrettanto “facili” che magari, al fantasy, si accostano perché lo considerano un genere, manco a dirlo, “facile”. E non posso fare a meno di pensare che The Black Magician Trilogy, uscito a pochi anni di distanza dal primo Harry Potter di J. K. Rowling – siamo, dunque, in piena tempesta potteriana – guardi con occhio sornione alle storie (molto più riuscite) del ben più celebre mago e che la scelta di dare spazio a quest’opera sia stata dettata più dal desiderio commerciale di cavalcare e magari bissare il successo potteriano offrendo al pubblico un’altra saga incentrata proprio sui maghi. 

Con le ovvie e dovute differenze – inutile soffermarsi su questo – ma che danno l’idea del perché un’opera intrinsecamente scialba come quella della Canavan possa avere un posto nel panorama editoriale fantasy in Italia e altri, invece, no.

Si parla, dicevo, di maghi.
E di una potente Corporazione che regge le sorti, insieme alla monarchia e a una serie di nobili Case, del regno di Kyralia. La protagonista della saga è Sonea, una giovane dei bassifondi cittadini che, dotata di poteri magici, entra, dopo una serie di vicissitudini, a far parte della Corporazione e si incontra/scontra con la “casta” dei maghi fino allora osservati, con odio, da lontano.

La trama, a una prima occhiata, mi era sembrata interessante.

Durante le mie numerose incursioni in libreria degli anni passati, questa Corporazione adombrata nel titolo aveva destato sinceramente la mia curiosità. La magia, per me, non è essenziale in un’opera fantasy, ma mi piace vedere come gli autori immaginano un potere per così dire soprannaturale e raccontano il comportamento di uomini e donne dotati e straordinari: storie di normalità e di eccezionalità che si intrecciano, si confrontano, spesso si combattono. Mi chiedevo, osservando quelle copertine sugli scaffali, quali segreti potesse mai nascondere questa misteriosa Corporazione e in che modo potesse essere organizzata una società in cui i maghi hanno un ruolo così rilevante (la memoria va subito – ma si rivolterà nella tomba per l’accostamento – a Robert Jordan e alle Aes Sedai, al loro modo di influire sul potere politico, di guidare e istruire i governanti, spesso manipolarli per i loro scopi non sempre “alti” e, in qualche caso, alla loro arroganza nel sentirsi depositarie della verità e del bene). Domande che, alla lettura dei tre libri, animata da buona volontà, interesse e tanta immaginazione, sono rimaste senza risposta.

Attese disattese, e mi si perdonerà il gioco di parole: se l’intento era strizzare l’occhio a Harry Potter la Canavan ha commesso parecchi errori di valutazione o meglio di sopravvalutazione di se stessa e della propria scrittura. E anche se l’intento non era questo, la nostra Trudi non ha tenuto conto di una serie di fattori: la debolezza della fabula sostenuta da un intreccio elementare e, conseguentemente, privo di ritmo e tendente alla noia; personaggi di cartone, più “tipi”, incapaci di “riempire” e arricchire la fabula e dare peso all’intreccio con i loro background, caratteristiche, pensieri e azioni, prevedibili nella maggior parte dei casi; un’ambientazione scarabocchiata e monocromatica in cui l’elemento politico e sociale inizia e finisce nella contrapposizione tra Ladri e Corporazione, tra Bassifondi e Casate, tra ricchi e poveri. 

L’episodio cardine, l’Epurazione – evento che scatena gli animi della folla ed è pretesto per l’avvio alla storia – appare pura retorica narrativa su uno sfondo anonimo e incolore su cui si muovono personaggi altrettanto sbiaditi. Non ho ben capito, poi – mea culpa – se la Canavan abbia difficoltà a confrontarsi con le relazioni sentimentali e l’intimità delle coppie per 1. povertà di linguaggio e incapacità di rendere a parole la complessità dei sentimenti e delle dinamiche amorose (tutte cose che mettono a dura prova l’abilità di uno scritture) oppure per 2. reticenza e pudore da educanda dell’autrice oppure ancora 3. target di lettori più young che adult da “preservare” evitando situazioni a rischio corruzione di animi umani. Propendo per la prima ipotesi: la spiegazione più semplice è sempre quella giusta. 

Tralascio volutamente stile e scrittura perché ho letto i libri in italiano, detestando la traduzione: superficiale, in certi punti sgrammaticata e quel fastidioso “lei” al posto del “voi” (mi dispiace, ci tengo) che, in un’opera fantasy, meriterebbe se non altro il conforto di una riflessione.

Quousque tandem, editoria italiana, abutere patientia nostra?

Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su pocket
Condividi su google
Silvia Caruso
Silvia Caruso

Giornalista pubblicista
Creatrice e blogger di Fatti di Fantasy e Serie tv

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche:

Il Priorato dell’albero delle arance

Il libro è Il priorato dell’albero delle arance. L’autrice è Samantha Shannon. Giunge in Italia alla fine del 2019. Romanzo fantasy in un corposo volume, edizione ben curata, aspettative alte, lettura controversa.

© fattidifantasyeserietv 2018
Realizzazione sito web – Content Marketing Lab