Trono di Spade: lettera a George Martin

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senza fine dopo la fine del trono di spade

Caro zio George,
siamo proprio alla frutta.
In effetti è dai tempi della decapitazione (intendo quella “letteraria”, quando cioè ancora della serie tv non c’era neanche l’idea) di Ned Stark, delle Nozze Rosse e poi di quelle Viola che vorrei fare due chiacchiere con te.

Ne è passato di tempo da quel primo, devastante trauma, dal feroce colpo di spada con cui Sir Ilyn Payne fece ingiustamente rotolare la testa del mio amato Re del Nord, inaugurando una sequela di ferimenti, tradimenti, violenze, uccisioni, fughe, sotterfugi, combattimenti, intrighi, guerre da cui – ebbene sì – non mi sono più ripresa.

Tutta colpa tua.
Tutta colpa della tua penna omicida.

trono di spade: e i libri?

Ma mettiamo tutto questo da parte, oggi.
Nell’era in cui il fantasy, grazie alla serie tv tratta dai tuoi libri, è diventato popolare anche tra i più radical chic, gli intellettuali duri e puri con la puzza sotto al naso che ti guardavano come un disadattato se osavi includere, tra le tue letture correnti, libri di genere fantasy.
Lo sfigato è chi non ha mai visto la serie, oggi.
Non dirmi nulla: non posso dimenticare gli sguardi e i sorrisini sfottenti dei librai, quando arrivavo alla cassa con i volumi della tua saga o i volumoni della Ruota del Tempo o chiedevo disperata perché non riuscissi a trovare l’ultimo di Malazan. 

Un miracolo, devo riconoscerlo. Che però non attribuisco a te, ma alla HBO e alla qualità indiscussa della serie, almeno delle prime sei stagioni.
Poi il nulla, solo macerie e devastazione. 
Così va la vita, direbbe Billy Pilgrim.

E mentre scorrono ancora davanti agli occhi i fotogrammi dell’ultima puntata della serie tv, io non posso fare a meno di chiedermi: quale sarà la sorte degli ultimi, lungamente attesi due volumi delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco?

Ne sfoglieremo mai le agognate pagine?

Avremo mai l’onore di conoscere il destino dei personaggi, al di là delle elucubrazioni della serie tv che, a quanto pare, ha deluso le aspettative persino del più becero fandom, al punto da chiedere una petizione per un remake dell’ultima stagione?
A nulla valgono i tuoi – scarni, a dire la verità – aggiornamenti sul blog, dove appari preso e compreso da mille altri progetti (sono già iniziate a Gaeta le riprese della nuova serie prequel del Trono di Spade), che il lavoro sulle Cronache non è semplice, che hai bisogno di rintanarti in luoghi dispersi, solitari, abbandonati dall’uomo a dagli antichi Dei per poterti concentrare sulla tua scrittura.

Hai pure espresso il tuo disappunto sulle scelte degli autori.
Davvero? Magari se avessi concluso la saga in tempi umani, sarebbe andata diversamente. Almeno loro ci hanno provato ad arrivare alla fine.

Intanto si susseguono le voci: ieri i libri erano quasi finiti, oggi sono già pronti per essere pubblicati, il giorno dopo ammetti che c’è ancora da fare, poi non sai se e quando li finirai.
E quello scontento sei tu. Seriously?
Perché tu lo sappia: io non ti credo più. 
Temporeggi perché non hai la benché minima intenzione di concludere le nostre Cronache del ghiaccio e del fuoco.
Quella che, in origine, sembrava solo una battuta ironica, il frutto di qualche scambio velenoso tra fan e lettori appassionati, oggi è diventata – almeno per me – una certezza.

Mettiamoci il cuore in pace.

Ti spiego perché la penso così.
La fama sempre più dirompente della serie tv, l’immensa popolarità che tu, un autore di genere fantasy, hai raggiunto oltre le più rosee aspettative, conquistando anche scettici pubblici trasversali, i trilioni di progetti in cui sei sempre troppo impegnato e che ti assorbono in continuazione, fanno sempre più presagire che i volumi sei e sette non vedranno mai la luce, in barba alle speranze, alle aspettative, all’hype che cerchi di suscitare mettendo stancamente online qualche PoV come contentino.

Sono anni che ci raggiri con le tue rassicurazioni sulla perenne, imminente stesura finale di Winds of Winter. Sono anni che rilasci interviste in cui ti scusi perché i tuoi mille progetti ti sottraggono al lavoro di scrittura, con le tue vaghe promesse di un eterno “work in progress”. Sono anni che fai proclami, ma nessuno sa se questo fatidico quinto libro – ebbene sì – esista davvero o sia solo un sogno che confondi con la realtà. Forse pensi che quel mucchio di appunti sparsi magicamente si trasformerà in libro compiuto, visto che tu non hai mai il tempo per dedicarti al lavoro. Chissà da quanto tempo è così, mentre tu ci illudi con un “avanzamento” di lavori che di fatto non esiste.
Troppi impegni, troppi progetti in corso d’opera, troppo parentesi aperte che – confessalo – ti intrigano molto di più di dare una conclusione a una saga, le Cronache, che forse per te non è più attrattiva come lo è stata in passato. Ma che ha decretato la tua fama attuale e ti ha aperto molte porte, non in ultimo la serie tv “Nightflyers” (pur miseramente fallita e chiusa alla prima stagione).
Ci hai dato perfino Fire and Blood (uscito a novembre 2018), ennesimo contentino (ed è solo il primo volume) per tenerci buoni e abbagliarci con l’acciaio di Valyria e il fascino dell’intera stirpe dei Targaryen.

Ad avvalorare la mia ipotesi definitivamente – perché nonostante tutto io spero nella TUA conclusione della saga letteraria e non mi accontento della conclusione “fanservice” della serie tv – c’è una tua dichiarazione (rilasciata alla vigilia della trasmissione del primo episodio dell’ottava stagione, ndr) in cui puntualizzi che il tuo finale, il finale letterario, non potrà poi essere così dissimile da quello che chiuderà la serie tv. Ma, come giustamente ricorda Stefano Guerrera in una delle sue storie su Instagram a commento della seconda puntata della serie, a marzo avevi detto esattamente il contrario ovvero che il tuo finale sarebbe stato diverso da quello della serie tv.

E direi, considerando che dalla seconda metà della sesta stagione la serie è diventata altro da sé, modificando in parte alcune storyline di personaggi mancando appunto il materiale letterario su cui si era ottimamente basata per le stagioni precedenti.

Possono sembrare banalità, ma per me sono chiari indizi del fatto che tu abbia davanti solo degli appunti più o meno organizzati, ma che non abbia la minima idea di come passare da questa eterna fase provvisoria, mascherata da revisione continua, alla stesura definitiva. I fili che ti tenevano legato alle storyline dei tuoi personaggi si sono lentamente consumati e, oggi, sei di fronte al vuoto assoluto. Ti immagino mentre fissi con le mani nella tuo folta chioma riccia e canuta mentre fisso lo schermo del tuo isolatissimo computer (niente internet, troppe distrazioni) e ti chiedi: e adesso?

Il mio pensiero può apparirti maligno, lo so. Ma il mese di aprile 2019 ha segnato l’inizio della fine. I tuoi fan, letterari e televisivi, avranno, nel bene e nel male, una conclusione: quelli della saga, che ai libri ci sono arrivati dopo o non ci sono proprio arrivati, non avranno di che lamentarsi; i tuoi lettori fedeli storceranno il naso affogando nel più spudorato fanservice, ma tant’è.

Tutti avranno una fine.

Siamo sicuri che dopo esserci ubriacati di draghi, di Estranei, di Jon e Dany, Arya e Gendry, Sir Jamie, Cersei, Brienne e Tormund interesserà ancora a qualcuno ( a parte i lettori storici e più accaniti della saga) l’uscita dei due ultimi volumi, quando la storia avrà già a modo suo trovato una conclusione e tutti saranno – più o meno – felici e contenti?

Ne sono convinta: scemata l’attenzione dopo il finale di serie, gli ultimi due capitoli delle Cronache si perderanno tra le nebbie e il ghiaccio perenne oltre la Barriera, sepolti da una spessa coltre di neve, in attesa di un’estate che con molta probabilità non arriverà mai.

Grazie, Martin. Per fortuna che il panorama letterario fantasy ha tanto da offrire.

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Silvia Caruso
Silvia Caruso

Giornalista pubblicista
Creatrice e blogger di Fatti di Fantasy e Serie tv

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